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Nel corso della sua carriera è stato vicepresidente della Camera dei deputati, sottosegretario al Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, sottosegretario alla Sanità e Ministro dei Trasporti e della Navigazione.

La militanza politicaModifica

Laureato in giurisprudenza, la sua esperienza politica ha inizio nella Democrazia Cristiana, partito nel quale ha militato fino al suo scioglimento.

Il 2 novembre 1977 un commando delle Brigate Rosse gli tese un agguato, ferendolo con undici colpi di arma da fuoco alle gambe e al torace.

L'iscrizione alla P2Modifica

Publio Fiori per molto tempo risulta iscritto nella lista degli appartenenti alla P2, scoperta nel 1981. Solo nel 2001, il Tribunale di Roma, con sentenza n. 20537/01, ha escluso l'appartenenza di Publio Fiori alla loggia massonica P2.[1]

Dalla DC ad ANModifica

Dal primo luglio del 1992 è sottosegretario al Ministero delle Poste e Telecomunicazioni nel Governo Amato, mentre il 6 maggio dell'anno successivo entra nel Governo Ciampi come sottosegretario alla Sanità. A luglio del 1993, allorquando l'assemblea organizzativa della Democrazia Cristiana (guidata all'epoca dal segretario Mino Martinazzoli) sceglie di aprirsi verso i contributi della sinistra e del PDS, decide di abbandonare il partito.

Fiori, infatti, è situato sulle posizioni della destra-DC e sostiene che la tradizione democristiana non possa fondersi con quella post-comunista. La diatriba si apre principalmente negli ambienti romani dove, alle elezioni amministrative, Fiori sceglie di supportare il centrodestra e la candidatura a sindaco di Gianfranco Fini, alla guida di un Movimento Sociale Italiano che si stava rinnovando in Alleanza Nazionale.

Così, nel 1995, con la svolta di Fiuggi, Fiori è tra i fondatori di AN, dopo essere stato Ministro dei Trasporti e della Navigazione nel primo Governo Berlusconi.

Il ritorno al centrismoModifica

La storia politica di Fiori in Alleanza Nazionale, però, finisce nel 2005, in rotta di collisione con alcune scelte "laiche" del leader Fini (in particolare per la posizione sul referendum in materia di fecondazione assistita). Così sostiene il ritorno a posizioni neo-democristiane e neo-centriste, aderendo nel novembre dello stesso anno alla Democrazia Cristiana per le Autonomie, partito fondato da Gianfranco Rotondi, di cui viene nominato presidente. Una delle prime dichiarazioni di Fiori è stata: {| style="padding:0; width:auto; background:none; margin-bottom:.5em; font-size:95%; color:#000; text-align:left;"

| style="padding:0 1.2em; vertical-align:top;border:none"| | style="padding:0 1.2em 0 0;border:none"|
« Il vero Centro siamo noi. La nuova DC è un partito che mi piace, perché riscopre valori e storie e ispirandosi al principio delle autonomie, credo sia in grado di raccogliere nel territorio tutti quelli che, organizzati in associazioni o altro, vogliono recuperare un senso popolare della politica diverso da quello attuale. »
| - class="hiddenStructure noprint" | style="padding:0 1.2em;border:none"| | style="padding:0 1.2em 0 0;border:none"| |}</div>

A luglio 2006, divorzierà dalla Democrazia Cristiana per le Autonomie dopo essere stato deferito al collegio dei probiviri con l'accusa di aver convocato illecitamente un congresso nazionale del partito[2].

La nascita di Rifondazione DCModifica

Approfittando del clima politico in cui si dibatte sulla possibile costituzione di un soggetto politico centrista in contrapposizione al bipolarismo, Fiori fonda il partito di Rifondazione DC il 1º ottobre 2006. Fiori ne viene eletto segretario nazionale (per acclamazione), mentre Clelio Darida ne è presidente del Consiglio nazionale.

Il nuovo partito pone in atteggiamento critico nei confronti della sinistra e del Governo Prodi, schierandosi contro la Finanziaria 2007. Il soggetto politico tuttavia non decolla e si vede costretto, per rafforzarsi, alla promozione di una federazione di partiti di ispirazione democristiana. Il 10 ottobre 2010 ed il 10 aprile 2011, il progetto prende vita con la celebrazione in Roma delle prime due Assemblee Nazionali dei Movimenti di Ispirazione Cattolica.[3]

Il progetto della Federazione DemocristianaModifica

All'inizio del 2007 il partito si federa con i Popolari - UDEUR di Clemente Mastella e la Democrazia Cristiana (nuova) di Giuseppe Pizza e fonda la Federazione Democristiana con l'obiettivo in prospettiva di costituire un polo di centro di ispirazione democristiana e di predisporre liste unitarie per le elezioni europee del 2009.

CuriositàModifica

  • La sua dichiarazione dei redditi del 2004 lo vedeva al secondo posto nella classifica dei deputati più ricchi della Camera di allora, con 1.441.865 euro.Template:Citazione necessaria
  • È stato dal 1973 al 1974 addetto stampa della S.S. Lazio, squadra per la quale tifa fin da ragazzo.

NoteModifica

  1. Dossier: Dalla P2 a Forza Italia e il piano rinascita, punto 4 ("Forza italia e la P2: ricorsi storici e analogie"), da indymedia.org.
  2. [1] su repubblica.it
  3. Federazione dei Democratici Cristiani
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|- style="background: #efefef" ! width="26%" | Predecessore ! width="47%" | Ministro dei Trasporti e della Navigazione della Repubblica Italiana ! width="26%" | Successore

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| style="font-size:90%;"| Raffaele Costa | style="font-size:90%;"| 10 maggio 1994 - 17 gennaio 1995 | style="font-size:90%;"| Giovanni Caravale |

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|- style="background: #efefef" ! width="26%" | Predecessore ! width="47%" | Sottosegretario di Stato del Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni ! width="26%" | Successore

! | 30x30px

|-

| style="font-size:90%;"| Raffaele Costa | style="font-size:90%;"| 28 giugno 1992 - 28 aprile 1993 | style="font-size:90%;"| Ombretta Fumagalli Carulli |

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|- style="background: #efefef" ! width="26%" | Predecessore ! width="47%" | Sottosegretario di Stato del Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni ! width="26%" | Successore

! | 30x30px

|-

| style="font-size:90%;"| Luciano Azzolini | style="font-size:90%;"| 28 aprile 1993 - 10 maggio 1994 | style="font-size:90%;"| Giulio Conti |

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