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Ricopre inoltre l'incarico di Commissario straordinario per le seguenti emergenze: terremoto dell'Aquila, vulcani nelle Eolie, aree marittime di Lampedusa, bonifica del relitto della Haven, rischio bionucleare, Mondiali di ciclismo di Varese del 2008, presidenza del G8 de L'Aquila del 2009[1], area archeologica romana[2].

BiografiaModifica

Guido è figlio del veronese Giorgio Bertolaso, generale di Squadra Aerea scomparso nel 2009. Il padre è stato un pilota decorato durante la Seconda guerra mondiale, primo italiano a volare con il Lockheed F-104 Starfighter; da generale arrivò a ricoprire l'incarico di capo della Direzione generale del personale dell’Aeronautica Militare[3].

È sposato con Gloria Piermarini, da cui ha avuto due figlie.

L'11 novembre 1977 si è laureato con lode in medicina all'Università La Sapienza di Roma. Ha conseguito il Master of Science in Public Health presso la Liverpool School of Tropical Medicine[4]. Dopo aver svolto attività di ricerca nel campo delle malattie tropicali in Africa, ha creato e diretto ospedali in zone di guerra, è stato coordinatore dei progetti nei paesi in via di sviluppo della Farnesina, capo del Dipartimento degli Affari Sociali, vice direttore esecutivo dell’UNICEF, vice commissario vicario per il Grande Giubileo del 2000.

È stato una prima volta a capo del dipartimento della Protezione Civile tra il 1996 e il 1997 (Governo Prodi I). È tornato in quel ruolo il 7 settembre 2001, durante il Governo Berlusconi II.[5] È stato anche Commissario straordinario del governo per la prevenzione da rischi SARS tra 2003 e 2004 e Commissario per l'emergenza di Cavallerizzo di Cerzeto (frana del 7 marzo 2005)

Nell'ottobre 2006, Bertolaso è stato nominato dall'allora governo Prodi Commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania[6], incarico che lascerà il 7 luglio 2007, dopo numerose polemiche e uno scontro a distanza con l'allora Ministero dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, soprattutto a causa della volontà di aprire una discarica a Valle Masseria, nel comune di Serre, a ridosso di un'oasi del WWF.

Nel 2007 è Commissario delegato per l'emergenza incendi boschivi mentre, nel 2008, durante il primo Consiglio dei ministri del Governo Berlusconi IV, viene nominato Sottosegretario ai rifiuti, tornando così ad occuparsi dell'emergenza campana.

Nel 2008 è stato nominato dal Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi Commissario dell'area archeologica romana, contro l'opinione delle soprintendenze di Roma e Ostia, del Consiglio superiore dei beni culturali e di quattromila fra professori universitari e studiosi italiani e stranieri.[2].

Il 6 aprile 2009 viene nominato Commissario straordinario per l'emergenza nella gestione del dopo terremoto dell'Abruzzo.

Il 5 novembre 2010, ha annunciato la sua decisione di voler lasciare la Protezione Civile e il posto da sottosegretario, scegliendo di andare in pensione dall'11 novembre.[7]. Il posto di Capo della Protezione Civile sarà assunto da Franco Gabrielli, attuale vice capo del Dipartimento. Il giorno 11 novembre le dimissioni di Bertolaso da Capo Dipartimento della Protezione Civile Nazionale e da Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri vengono ufficializzate sulla Gazzetta Ufficiale [1]. Il Dipartimento è stato preso ad interim da Francesco Paolo Tronca, Capo Distretto Nazionale dei Vigili del Fuoco prima della formalizzazione della nomina di Franco Gabrielli[8] che avviene il 13 novembre con l'approvazione di Palazzo Chigi.[9]

Critiche e controversieModifica

La gestione dei rifiuti in CampaniaModifica

Template:Vedi anche La gestione di Bertolaso ha formato oggetto anche di critiche. Così, in particolare, nel documentario Biùtiful cauntri.[10]

Guido Bertolaso risulta tra gli indagati nell'ambito dell'inchiesta "Rompiballe" per traffico illecito di rifiuti e truffa ai danni dello Stato.[11][12][13][14][15]

La contrapposizione con Enzo Boschi sul terremoto dell'AquilaModifica

Subito dopo il disastroso terremoto dell'Aquila del 2009 Bertolaso ha dichiarato che «in una conferenza stampa Boschi ha stabilito che non era prevedibile alcuna situazione di terremoto più violenta di quelle che si erano registrate». Boschi in relazione a ciò ha affermato «Il fatto che io possa avere escluso forti scosse in Abruzzo è assurdo» e che dunque «qualcuno ha mentito», aggiungendo di aver mandato «all'Ufficio sismico della Protezione civile un comunicato sulla sequenza in atto che non può essere certo considerato tranquillizzante». Boschi ha inoltre definito "del tutto irrituale" la riunione della Commissione grandi rischi convocata da Bertolaso a L'Aquila il 31 marzo dopo una scossa di magnitudo 4, lamentando l'assenza di una discussione sulle misure da intraprendere, la conclusione prematura e il fatto che il verbale invece di essere compilato subito dopo venne prodotto immediatamente dopo il sisma del 6 aprile e gli venne presentato per firmarlo solo "per ragioni interne" quando invece fu pubblicato sui giornali. Bertolaso ha replicato accusando Boschi di mettere in atto «un tentativo tardivo di esonero dalla propria responsabilità» e, quanto alle accuse «sulla confusione e la mendicità delle notizie diffuse dal dipartimento prima, durante e dopo il sisma», ha minacciato di ricorrere in tribunale.[16] In realtà, ancor prima che sui giornali, il verbale della riunione del 31 marzo fu pubblicato, subito dopo il terremoto, sul sito del Dipartimento della protezione civile, assieme a quello del primo incontro tenutosi a seguito del disastro.

Terremoto di Haiti del 2010Modifica

Recatosi ad Haiti dopo il disastroso terremoto che ha colpito l'isola, Bertolaso ha messo in discussione l'operato degli Stati Uniti criticando in particolare Barack Obama e Hillary Clinton, definendo la situazione patetica con una grande mancanza di un coordinamento, e troppi show televisivi, presenti per lo più per fare bella figura che per soccorrere i bisognosi[17]. Hillary Clinton ha replicato quasi subito[18] declassando l'intervento di Bertolaso a commento da bar dello sport.

Coinvolgimento nello scandalo del G8 de La MaddalenaModifica

Il 10 febbraio 2010 è stato raggiunto da un avviso di garanzia nell'ambito di un'inchiesta sugli appalti del G8 che avrebbe dovuto svolgersi a La Maddalena e poi spostato a L'Aquila. In seguito al provvedimento ha rimesso nelle mani del Consiglio dei Ministri la sua nomina a Capo Dipartimento della Protezione Civile Nazionale e Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle emergenze, le dimissioni sono state però respinte dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi[19]. Secondo l'accusa Bertolaso, insieme a diversi imprenditori e altri membri della Protezione Civile, sarebbe stato coinvolto in un meccanismo di subornazione, comprendente altri personaggi di rilievo degli ambienti dell'amministrazione pubblica (tra cui l'ex Presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci), della politica e dell'imprenditoria, ruotante intorno a scambi di favori di svariata natura, anche sessuale, in cambio di appalti. Lo stesso Bertolaso, secondo il GIP di Firenze sarebbe stato fruitore "non solo di massaggi, ma di vere e proprie prestazioni sessuali".[20][21] I pm stanno inoltre cercando di chiarire la provenienza di numerose rate di un affitto mensile di 1.500 euro per un appartamento in Via Giulia 2, pagate, secondo il proprietario della casa, l'attore Raffaele Curi, da Angelo Zampolini, factotum di Diego Anemone, imprenditore romano proprietario insieme al fratello del Salaria Sport Village di Roma che avrebbe rivevuto alcuni importanti appalti pubblici dalla Protezione Civile.[22] Il 15 giugno dopo un interrogatorio a Perugia, Bertolaso ha affermato che l'appartamento gli era stato dato in affitto da un amico, che si era rivolto all'Arcivescovo di Napoli ed ex Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli Crescenzio Sepe.[23] Bertolaso si è difeso, all'immediato scoppio del ciclone mediatico, sostenendo la legittimità del suo operato come servitore dello Stato, ammettendo nondimeno la possibilità che durante la propria gestione della protezione civile l'operato di alcuni dei suoi collaboratori possa essergli sfuggito.[24]

Dichiarazioni sull'emergenza in Abruzzo Modifica

Il 24 luglio 2010, in occasione del conferimento del premio "Guido Carletti" per la solidarietà a Montesilvano (Abruzzo), Guido Bertolaso ha dichiarato conclusa l'emergenza terremoto in Abruzzo[25], citando dati del comune[26]. Le sue affermazioni, giunta in un momento in cui 30.000 sfollati abruzzesi erano ancora alloggiati in albergo[27], ha ricevuto critiche[28].

Prima di lasciare la gestione della protezione civile, ha stabilizzato 150 precari che sono stati descritti su l'Espresso come suoi "fedelissimi"[29].

Inchiesta terremoto AbruzzoModifica

Il 24 gennaio 2012 viene iscritto nel registro degli indagati dalla Procura dell’Aquila per omicidio colposo [30]. Si potrebbe avere, dunque, un processo bis del procedimento contro la Commissione "Grandi Rischi" (la quale si riunì a l'Aquila il 31 marzo 2009, cinque giorni prima del tragico terremoto) perché accusata di avere sottovalutato il pericolo del terremoto, causando così la morte di 309 persone[31].

OnorificenzeModifica

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Note Modifica

Template:References

Bibliografia Modifica

  • "Potere assoluto. La protezione civile al tempo di Bertolaso" di Manuele Bonaccorsi, Edizioni Alegre, 2009
  • "Protezione civile SpA. Quando la gestione dell'emergenza si fa business" di Alberto Puliafito, Aliberti Editore, 2010
  • "Sciacalli. Storia documentata della cricca che ha depredato l'Italia" di Corrado Zunino, Editori Riuniti, 2010

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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Collegamenti esterniModifica

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| style="font-size:90%;"| Ferdinando Facchiano

(da Ministro dell'Interno con delega per il coordinamento della protezione civile)

| style="font-size:90%;"| 19 giugno 1996 - 16 luglio 1997 | style="font-size:90%;"| Franco Barberi | style="font-size:90%;"| I

|-

|-

| style="font-size:90%; border-top: 1px solid #d5d5d5"| Franco Barberi | style="font-size:90%; border-top: 1px solid #d5d5d5"| 7 settembre 2001 - 11 novembre 2010 | style="font-size:90%; border-top: 1px solid #d5d5d5"| Francesco Paolo Tronca (ad interim)
Franco Gabrielli | style="font-size:90%;"| II

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