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Per centro-sinistra s'intende una posizione politica nata dall'alleanza di partiti della Sinistra con formazioni politiche di centro. Le ideologie di riferimento sono socialdemocrazia, socialismo democratico, liberalismo sociale, progressismo, cristianesimo sociale e la cosiddetta terza via.

Riguardo all'ecologismo e al cristianesimo democratico la collocazione di queste idee politiche dipende dal paese, in Cile ed in altri paesi dell'America Latina il cristianesimo democratico è considerato di centro-sinistra. Anche per quanto riguarda il liberalismo negli Stati Uniti condivide parte delle proposte socialdemocratiche europee.

Generalmente la dicitura centro-sinistra è utilizzata per indicare alleanze e coalizioni di partiti di centro e di sinistra mentre centrosinistra s'intende un partito nato dalla fusione di idee centriste e di sinistra moderata.

Idee politiche Modifica

Il centro-sinistra o centrosinistra si caratterizza per il rifiuto del superamento del sistema capitalista ma in favore a riforme graduali intese alla formazione di un capitalismo popolare o un'economia sociale di mercato volta a conciliare le esigenze dell'economia di mercato e quelle delle questioni sociali.

Le maggiori forze di centro-sinistra sono la socialdemocrazia, il liberalismo sociale ed alcune correnti del socialismo democratico e del cristianesimo democratico. Negli ultimi decenni, alcuni partiti comunisti sono diventati di centrosinistra, convertendosi al libero mercato e alla tradizione socialdemocratica a seguito della caduta del Muro di Berlino, come il Partito Comunista Italiano, che prima nel 1991 divenne Partito Democratico della Sinistra e poi confluì con La Margherita ed altre forze di centro-sinistra nel Partito Democratico, nel 2007.

Nel centro-sinistra si riconoscono spesso anche forze che si rifanno all'ecologismo e all'ambientalismo.

Il centro-sinistra in Europa Modifica

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I partiti socialdemocratici d'Europa si sono riuniti nel 1992 nel Partito del Socialismo Europeo, mentre alcuni partiti di stampo cristiano-sociale si sono uniti con altri partiti politici di centro-sinistra, fondando il Partito Democratico Europeo nel 2004. Questo soggetto politico centrista ha stretto solidi rapporti sia con il PSE che con i liberali dell'ELDR. Con questi ultimi il PDE ha formato il gruppo parlamentare Alleanza dei Liberali e Democratici per l'Europa.

I partiti di centro-sinistra esistenti in Europa sono molteplici e generalmente sono di area socialdemocratica come il Partito Socialdemocratico Tedesco, Partito Laburista del Regno Unito ma anche il Partito Socialdemocratico Svedese ma anche l'Alleanza Socialdemocratica d'Islanda che è frutto di una fusione tra varie formazioni di centro-sinistra islandesi.

Queste formazioni politiche sono considerate anche come "centriste radicali" radical centrist frutto della loro revisione alla propria ideologia politica che ha avuto come obiettivo di costituire una nuova area politica che consentisse si sconfiggere i partiti del centro-destra e nello stesso tempo di abbandonare i vecchi schemi ideologici preesistenti. Per questo motivo i leader inglesi e tedeschi Gerhard Schröder e Tony Blair hanno attuato il cosiddetto Neue Mitte o New Labour rispettivamente.

In Francia il Partito Socialista con la candidatura della Royal il partito ha moderato molte sue posizioni rispetto al passato cercando di collocarlo su una linea dialogante con l'UDF di Bayrou al fine di costituire un'alleanza che sconfiggesse Sarkozy.

Il centro-sinistra nel Mondo Modifica

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America Latina Modifica

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In America Latina il Cile è il paese che possiede una coalizione di centro-sinistra denominata Concertación de Partidos por la Democracia comprendente democristiani e socialisti/socialdemocratici. La Concertación de Partidos por la Democracia è posizionata a centro-sinistra del quadro politico del paese ed è un'alleanza il cui scopo è di unire i principi dell'Umanesimo cristiano, incarnato dalla Democrazia Cristiana, a quelli dell'Umanesimo laico rappresentato dai partiti laici e socialdemocratici Socialista, Democratico e Radicale.

Mantiene posizioni di stampo keynesiano e socialdemocratico nell'ambito della politica economica, favorendo in certi periodi la privatizzazione di alcuni industrie statali e in altri il sostegno ad aziende a conduzione pubblica. La politica sociale sostenuta dalla coalizione ha come obiettivo l'aiuto alle famiglie meno abbienti con la riduzione della povertà ed il sostegno alle famiglie del ceto medio.

L'unica differenza tra le varie componenti della coalizione è questione dei temi etici, in quanto l'ala progressista dell'alleanza si dice disponibile alle legalizzazione di diritti civili come l'aborto ed il matrimonio gay mentre la Democrazia Cristiana tende ad assumere una posizione più distante da questi temi. Sempre in Cile tentativi di alleanza di centro-sinistra si ebbero subito dopo l'elezione di Salvador Allende tra il leader della Democrazia Cristiana Radomiro Tomic e i dirigenti socialisti e comunisti della Unidad Popular.

In Argentina nel corso degli anni novanta è stata costituita l'Alianza para el Trabajo formata da Unione Civica Radicale e spezzoni della sinistra peronista ma essa è stata affossata dopo la crisi del governo di centrosinistra a seguito della crisi economica del 2001. Nel 2006 si è costituita la Coalición Cívica fondata da radicali, centristi, socialdemocratici e liberali sociali che si rifà all'economia keynesiana ed al cristianesimo sociale e alla socialdemocrazia. Anche sul versante del peronismo si è costituita un'alleanza chiamata Concertación Plural è costituita da giustizialisti di sinistra e radicali di sinistra assieme a democratici cristiani.

In Brasile sia l'attuale partito di opposizione Partito della Social Democrazia Brasiliana sia il partito di governo Partito dei Lavoratori (Brasile) sono collocabili in questa area politica anche se di differente origine: il primo è nato da spezzoni di partiti e correnti socialdemocratiche, liberali sociali e cristiano democratiche mentre il secondo da marxisti, socialisti democratici, cristiano socialisti e socialdemocratici di sinistra.

Il socialdemocratico Fernando Henrique Cardoso, fondatore del PSDB ed ex Presidente della Repubblica ha governato da una posizione di centro e conferma che la linea del partito è di un centro orientato a sinistra.

Nord America Modifica

Negli Stati Uniti il Partito Democratico è considerato come un partito di centro-sinistra di tendenza socioliberale con alcune correnti tendenti alla socialdemocrazia europea, i cosiddetti "liberal", ed i centristi o democratici conservatori che si riconoscono nei valori e nella cultura del centro politico con tendenza verso la versione europea del cristianesimo democratico come i "Blue Dog Coalition". Il partito non è di certo di estrazione socialista, bensì di estrazione liberale ed in America il liberalismo americano è di per sé considerato come progressista in contrapposizione al conservatorismo del repubblicani che difendono gli interessi delle grandi imprese private e la tradizionale dottrina neoliberista, mentre i democratici difendono l'intervento pubblico dello Stato nell'economia perseguendo la linea keynesiana[1].

In Canada il Partito Liberale ed il Nuovo Partito Democratico sono entrambi collocati a questa posizione politica ma sono di origine differente: il primo è di origine liberale con una tradizione di stampo centrista mutata negli ultimi anni come centro orientato a sinistra a seguito dei governi degli anni novanta durato fino al 2006 con un'orientazione favorevole al riconoscimento di alcuni diritti civili ed un approccio all'economia con una visione riferente alla Terza Via, sulla scia di Blair e di altri leader europei, il secondo invece fa riferimento al mondo della socialdemocrazia, della tradizione sindacale ed una certa influenza del pensiero centrista e riformista.

Il centro-sinistra in Italia Modifica

Panoramica dal 1850 al 1960 Modifica

L'espressione comparve per la prima volta nella politica italiana nel 1850, in seguito all'operazione del "connubio" operata da Camillo Benso Conte di Cavour nel Parlamento del Regno di Sardegna, che di lì a pochi anni (nel 1861) sarebbe diventato il Parlamento del Regno d'Italia. L'operazione del "connubio" consisteva nel favorire un'alleanza politica fra la parte più progressista della Destra, il cosiddetto centro-destra, di cui Cavour stesso era leader, e l'ala più moderata della Sinistra, appunto il centro-sinistra, con a capo Urbano Rattazzi. È una manovra politica che crea i fondamenti del trasformismo.

Il centro-sinistra fu in seguito una formula di governo che prese corpo a partire dei primi anni sessanta. Essa prevedeva sostanzialmente l'alleanza tra le tradizionali forze di centro (Democrazia Cristiana, Partito Repubblicano Italiano e Partito Socialista Democratico Italiano) con il Partito Socialista Italiano, sulla base di un programma teso alla realizzazione di riforme che privilegiassero principalmente le classi sociali medio-basse, modernizzassero il Paese e riducessero gli squilibri esistenti al suo interno.

La preparazione al centro-sinistra Modifica

Uno degli elementi che caratterizza il centro-sinistra è la fase di preparazione. Nel 1960, il democristiano Fernando Tambroni, ricevette dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi l'incarico di formare un governo. Tambroni inizialmente cercò di formare un'alleanza con il PSI, da parte di Pietro Nenni però la risposta fu incerta e a quel punto la reazione di Tambroni fu quella di cercare in Parlamento l'appoggio esterno della destra monarchica e missina.

A luglio, in cambio dell'appoggio esterno ai governi DC, i missini ottennero il permesso di celebrare il loro Congresso Nazionale a Genova (città di forte tradizione anti-fascista e medaglia d'oro per la resistenza). La città rispose con una dura protesta di massa, che ebbe tra i suoi promotori la Camera del Lavoro della CGIL, e che da Genova si estende ad altre città d'Italia assumendo le proporzioni di una vera rivolta anti-fascista. Diverse manifestazioni vennero organizzate dai sindacati e da vari partiti dell'arco costituzionale, primo fra tutti il PCI. Sulla scorta di questi avvenimenti nella DC gli orientamenti cambiarono.

All'inizio degli anni sessanta si registrava intanto una ripresa dei conflitti operai a causa delle sperequazioni fra uomini e donne, fra impiegati e operai. Al tempo stesso, la grande pesantezza degli orari di lavoro trovava poche giustificazioni in un mondo industriale caratterizzato da innovazioni tecnologiche e da razionalizzazioni dei processi produttivi. Mutano anche i soggetti che partecipano alle manifestazioni, vi è una sempre più forte presenza degli studenti. Il fenomeno più vistoso di questo periodo fu la fortissima emigrazione interna dalle campagne alle città e dal Sud verso il Nord, per sfuggire alla persistente realtà di sottoccupazione cronica e di miseria.

Nel 1962 prese corpo il governo monocolore DC, presieduto da Amintore Fanfani, con la partecipazione attiva del PSDI e del PRI e l'astensione del PSI. Questo governo, pur non essendo propriamente di centro-sinistra, attuò una serie di riforme fra cui l'istituzione della scuola media unificata, la nazionalizzazione delle industrie elettriche con la istituzione dell'ENEL e l'istituzione della cedolare d'acconto.

Il centro-sinistra "organico" Modifica

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Nel tardo 1963 Aldo Moro compose il primo governo di centro-sinistra con la partecipazione attiva del Partito socialista, il cui leader Pietro Nenni ottenne la vicepresidenza: nacque così il centro-sinistra organico, formato appunto da DC, PSI, PSDI e PRI, che provocò una scissione dell'ala sinistra, fedele all'idea di unità del movimento operaio e dunque all'alleanza coi comunisti, la quale diede vita al Partito Socialista di Unità Proletaria, (PSIUP). Il centro-sinistra si presentò con un ambizioso programma riformatore, ma la stretta creditizia invocata dal governatore della Banca d'Italia G. Carli e attuata dal ministro del Tesoro E. Colombo restrinsero i margini economici per una politica di riforme e la costruzione di un moderno sistema di Welfare. Rilevanti resistenze conservatrici (dal Vaticano ai costruttori, fino al presidente della Repubblica A. Segni) entrarono quindi in campo contro la progettata riforma urbanistica, che avrebbe comportato una parziale pubblicizzazione dei suoli. Lo scontro politico che ne derivò all'interno stesso della maggioranza portò alla caduta del governo (giugno 1964), e quindi alle minacce di colpo di Stato (il piano Solo del generale Giovanni De Lorenzo, predisposto con l'avallo di Segni). Il "rumore di sciabole" avvertito da Nenni indusse il leader socialista a rinunciare alle richieste più qualificanti nella stesura del programma del nuovo governo. Questo ebbe tra i suoi punti più rilevanti la realizzazione di un progetto di programmazione economica, che tuttavia avrà ben pochi riscontri concreti.

Lo stallo politico creato dalla mancanza di una seria politica di riforme contribuì alla grande ondata di lotte e di proteste del 1968-69, che di fatto mandarono in crisi il centro-sinistra. Quest'ultimo uscì male già dalle elezioni politiche del 1968 e nel 1969 l'effimero Partito socialista unificato si spaccò in due gruppi che poi rifonderanno rispettivamente il PSI ed il PSDI.

Nel 1970 il centro-sinistra, sempre costituito da DC, PSI, PSDI e PRI, sembrò avere una nuova spinta propulsiva, sotto la guida Mariano Rumor. Tra le riforme di quegli anni si ricordino l'approvazione della legge sul divorzio (ovviamente senza il sostegno della DC), dello Statuto dei lavoratori, dell'attuazione delle regioni, la costituzione della Commissione Parlamentare Antimafia.

Alla fine degli anni sessanta si erano avute forti agitazioni sindacali, il cosiddetto autunno caldo, unite alla forte contestazione studentesca del 1968. La strategia della tensione fu probabilmente l'evento più insidioso che la Repubblica dovette affrontare con il tentativo di golpe di Junio Valerio Borghese. Dall'altra parte, l'avanzata del movimento operaio e in particolare del PCI poneva nei fatti il problema dell'accesso dei comunisti al governo. Il centro-sinistra termina così definitivamente nel 1976, quando ebbe inizio l'esperienza dei governi di solidarietà nazionale con il progressivo coinvolgimento del PCI nelle maggioranze parlamentari e il cosiddetto compromesso storico.

Il Pentapartito Modifica

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Negli anni ottanta la formula di centro-sinistra fu estesa al Partito Liberale Italiano (nell'esperienza del pentapartito DC, PSI, PSDI, PRI, PLI), durando quasi fino alla fine della Prima Repubblica.

L'Ulivo, L'Unione e il Partito Democratico Modifica

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Un altro centro-sinistra è sorto a partire dal 1995: ne fanno parte i partiti di centro, di sinistra e di centro-sinistra che si riconoscono nel progetto de L'Ulivo. Tale coalizione, guidata da Romano Prodi (da sempre vicino alla sinistra DC), vinse le elezioni politiche del 1996. Il governo Prodi I cadde nel 1998 a causa dell'uscita dalla maggioranza di governo del Partito della Rifondazione Comunista di Fausto Bertinotti. Tuttavia, grazie anche all'apporto di alcuni parlamentari provenienti dal centro-destra (allora diviso in Polo delle Libertà e Lega Nord), fu trovata una nuova maggioranza che permise al centro-sinistra di continuare a governare l'Italia fino al 2001, con i successivi governi guidati da Massimo D'Alema e Giuliano Amato.

Nel 2005, dopo gli anni di opposizione alla maggioranza di centro-destra guidata da Silvio Berlusconi, la coalizione costituì un'alleanza più estesa, denominata L'Unione, aperta anche a Rifondazione Comunista e all'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, con il rinnovato intento di coinvolgere la società civile. L'Unione debuttò con le elezioni regionali del 2005, nelle quali conquistò 12 regioni su 14, guadagnandone 5 precedentemente governate dalla Casa delle Libertà. Il centro-sinistra venne sconfitto in Lombardia e Veneto. L'Unione vinse poi le elezioni politiche del 2006 con un margine ristrettissimo, inferiore allo 0,1% dei voti espressi: da entrambe le parti vennero fatte segnalazioni di brogli elettorali; nel film Uccidete la Democrazia! di Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani, viene spiegato come le "elezioni non sono state regolari. Se lo fossero state il centrosinistra avrebbe vinto con un ampio margine" (come scritto nella copertina del dvd).

Nel 2005 il progetto dei Democratici di Sinistra, di Democrazia è Libertà - La Margherita e di altri partiti minori di dar vita ad un unico soggetto politico a vocazione maggioritaria che unisca socialdemocratici, cristiano-sociali e liberali di sinistra prese maggiormente corpo. L'unificazione di gran parte del centro-sinistra italiano di stampo riformista si è poi concretizzata nel 2007 con la nascita del Partito Democratico. Questo partito si presenta come la naturale prosecuzione dell'esperienza della federazione de L'Ulivo, che nel 2004 aveva unito DS, DL e SDI.

Lo SDI, guidato da Enrico Boselli, decise però di seguire una strada diversa. Nel 2005 strinse un accordo con i Radicali Italiani per la formazione di una unica lista chiamata Rosa nel Pugno, con la partecipazione di Emma Bonino e Marco Pannella, i quali, nonostante le aperture nei loro confronti di Silvio Berlusconi, avevano deciso di favorire l'alternanza al governo del Paese. Nel 2007 invece prese corpo il progetto di unire tutte le correnti di stampo socialdemocratico contrarie al PD in un nuovo partito, che si ponesse nella linea della tradizione del vecchio PSI. A tale progetto hanno aderito, oltre allo SDI, una parte del Nuovo Partito Socialista Italiano, I Socialisti Italiani e una cospicua componente di Sinistra Democratica (partito fondato da coloro che nei DS si opponevano alla nascita dal PD). La nascita del nuovo partito, denominato Partito Socialista, è avvenuta ufficialmente nel luglio 2008.

Partiti di centro-sinistra di rilevanza maggiore in Italia sono dunque oggi il Partito Democratico, il Partito Socialista e l'Italia dei Valori, di orientamento differente che comprendono la socialdemocrazia, liberalismo sociale ed il cristianesimo sociale.

Voci correlate Modifica

Note Modifica

  1. Presidente Obama, basta Keynes - LASTAMPA.it
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